Della guerra e dei re…nudi
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Della guerra e dei re…nudi

Della guerra e dei re…nudi

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Carissimi atleti,

Come sapete l’associazione sportiva S.M.KOLBE di cui fate parte dichiara da sempre di essere un’associazione sportivo / educativa che tenta di far crescere i “propri” ragazzi da entrambi i punti di vista. Argomenti come il rispetto dei compagni, saper vincere o perdere, il rispetto per l’allenatore, per gli avversari, gli obbiettivi da raggiungere etc sono per noi argomenti quotidiani ma a volte non possiamo fare a meno di sottolineare alcuni aspetti più grandi di noi e ogni tanto ci lanciamo in “lettere aperte” per trattare alcuni argomenti extra sportivi che riteniamo chiave e facenti parte della crescita educativa di cui sopra. Non vogliamo, in queste lettere, “imporre dei pensieri” ma semplicemente dare degli spunti di riflessione che magari molti di voi (o dei vostri genitori) non vogliono ricevere o non condividono… ma questo è “lo scotto” di stare alla Kolbe…

Oggi vi vorrei parlare di…. “io la guerra non la voglio”

Chi ha qualche anno sulle spalle, come il sottoscritto ad esempio, non è nuovo a notizie di conflitti bellici “vicini a casa nostra” ma nessuno di noi dovrebbe essere inconsapevole del fatto che al mondo, ci sono centinaia di guerre, guerriglie, sommosse, scontri armati che causano migliaia di morti all’anno e di cui normalmente nessuno parla (forse perché non fa audience). In alcuni posti al mondo si combatte da talmente tanti anni che nemmeno si sa più esattamente il motivo per cui lo si faccia, ci sono bambini che nascono in periodi di guerra e che crescono imbracciando un fucile e imparando a sopravvivere sparando al nemico… ma perché poi sia “nemico” non sempre è dato saperlonemmeno a chi gli spara. In Ucraina si combatte dal 2014 ma ora che la cosa “tocca” anche un poco noi ce ne accorgiamo. Fino a pochi giorni fa molti di noi non sapevano nemmeno dove fosse Odessa o con che paese confinasse l’Ucraina… e vi provoco dicendo che se l’Ucraina fosse stata “un poco più in la” … forse ne avremmo solo una velata notizia.

Se ricordate in altre lettere aperte vi esortavo ad approfondire sempre gli argomenti, a cercare di capirli non soffermandovi sullenozioni che frettolosamente siamo tutti abituati a raccogliere su internet, o nei brevi post sui vari social. Vi ho sempre spinto a farvi una vostra idea sulle cose studiando o chiedendo a chi ne sa di più. Torno a suggerirvi quindi, anche in questo caso, di farvi spiegare da qualche vostro professore di storia, dai vostri genitori o leggendo qualche libro di capire cosa sta dietro questa situazionein Russia, quali siano le condizioni storiche e quelle politiche … PERO’… già, in questo caso c’è un però…. state attenti perché se qualcuno mai, dandovi una spiegazione cercherà di giustificare un conflitto bellico, beh, non cascateci perché niente mai può giustificare una guerra.

Coinvolgetevi, interessatevi, contestate (con intelligenza), analizzate a 360° e arriverete probabilmente a capire che avrebbero potuto esserci altre cento alternative alla guerra ma che quando le ragioni sono racchiuse in potere e soldi ecco che le alternative i re del mondo” non le trovano più… e allora sapere chi ha iniziato, chi ha torto e chi ha ragione diventa complicato e inutile, mentre è semplice comprendere che forse i vari “re del mondo” hanno tutti un pezzo di responsabilità e tutti noi dovremmo, indignati, gridare solo che ogni guerra è e sarà sempre una sconfitta per l’umanità.

Un mio amico, presidente di una società di pallavolo solo geograficamente lontana da noi, ha scritto in poche righe quanto vorrei trasmettervi e ve lo riporto integralmente di seguito:

Io la guerra non la voglio.

Mi interessa poco, chi ha cominciato, chi ha ragione, ammesso che ci sia una ragione.

Non voglio sapere cosa c’è sotto o chi ci guadagna.

Mi interessano niente le ragioni politiche, i confini, e le etnie. Non voglio la guerra punto e basta.

Ogni euro, ogni dollaro, ogni rublo speso per le armi è qualcosa tolto ad un bambino che ha fame, ad un anziano malato, ad un ragazzo che deve farsi una famiglia.

Ma non abbiamo imparato niente ancora, non ci bastano i lager, le foibe, il genocidio degli Armeni, i morti in Ruanda ed a Srebrenica.

Vergogna, Vergogna è l’unica parola che mi sento di aggiungere a tutto questo.

(Roberto Pianigiani)

Ragazzi, un domani magari toccherà a qualcuno di voi sedere “nella stanza dei bottoni”, gestire un “potere”, avere responsabilità come educatori, genitori o, comunque, adulti … Non assorbite mai “facili verità” ma istruitevi ed approfondite sempre e non solo quando l’opinione pubblica vi sollecita a farlo, solo così avrete la forza e la base per poter gridare che il re è nudo” (se non conoscete la fiaba vi suggerisco di tornare bambini e di andare a rileggerla)… ma ricordatevi sempre che “io la guerra non la voglio” vale, a prescindere, per tutti e dovrebbe essere la base per una sana educazione civica…. e magari così il mondo, piano piano, diventerà un posto migliore in cui vivere.

Come sempre a disposizione per approfondimenti, chiarimenti (o contestazioni…),

un abbraccio a tutti e, a presto sui vari campi!!

 

Mauro Martini

Asd S.M.KOLBE